Civ.Mss.B.37.13.

Dublin Core

Titolo

Civ.Mss.B.37.13.

Soggetto

Scienze naturali
Vulcanologia

Descrizione

[Cenni sull’eruzione del Vesuvio nel 1707]
Manoscritto inserito in un volume miscellaneo contenente molti altri mss (14 unità codicologiche di svariato argomento).

Cartaceo; cc. 2; mm 270x300. Cc. sciolte dal volume. La cartulazione è successiva ed è apposta a matita sul marg. dx. Sul marg, dx di c. 1r indicazione del numero dell’unita codicologica, 13, in colore rosso. Scrittura a piena pagina. Una mano, anonima. Iniziale con fregi. Sulle cc. è visibile una filigrana: un’ancora inscritta in un cerchio sormontata da una stella a sei punte. Sulla prima c. ms del volume miscellaneo viene riportato l’indice delle 14 unità codicologiche.
Legatura in pergamena. Sul dorso tassello impresso in oro con in caratteri: Miscella M SS. Sul r della c. di guardia ant. la collocazione: Civ.mss.B.37. già 1.40.124. Sul r della prima c. ms timbro circolare blu: Biblioteca Comunale Catania.

Descrizione interna:

- cc. 1r-2v: Napoli 2 agosto 1707 (racconto dell’eruzione del Vesuvio)

Il manoscritto descrive il fenomeno eruttivo del monte Vesuvio del 1707. Vengono riportati, con meticolosità, i momenti esatti dell’eruzione, cominciata la sera del sabato 30 luglio. Nella notte tra il sabato e la domenica venne percepito un forte terremoto in città; continuarono lievi scosse nella mattinata della domenica, a cui si sommarono delle eplosioni il cui suono ricordò ai cittadini napoletani i tocchi delle cannonate del castello del Maschio Angioino. Nella notte successiva, in seguito all’eruzione, un gran fumo e una sottile polvere nera cominciarono a coprire l’intera città di Napoli. Per scongiurare gli effetti dell’eruzione si ricorse, come riporta l’autore, all’aiuto di Dio per intercessione di San Gennaro, patrono di Napoli, che venne portato in processione per le vie della città. Nella giornata di domenica si svolse la cerimonia di insediamento del nuovo re, con gli spari di artiglieria dal regio castello e la sontuosa cavalcata che girava per la città. Nel manoscritto, in merito al re, si legge il nome di Carlo III, ma probabilmente si fa riferimento all’arciduca Carlo VI d’Asburgo, che, inizialmente, si fece chiamare Carlo III d'Aragona e Castiglia.

Fonte

Civ.Mss.B.37.13. (già 1.40.124.)

Data

1707

Gestione dei diritti

Biblioteche Riunite Civica e A. Ursino Recupero, Comune di Catania, Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali, CNR, Catania

Relazione

FONDO BENEDETTINO_NATURALIA_0259

Formato

Cartaceo; cc. 2; mm 270x300.

Lingua

Italiano

Tipo

Testo

Copertura

Italia, Settecento

Collezione