Ioannis Baptistae Amici Cosentini Opusculum de motibus corporum coelestium iuxta principia peripatetica, sine eccentricis & epicyclis, denuo aeditum. Additis nonnullis quae rem locupletiorem facilioremque reddunt.

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Titolo

Ioannis Baptistae Amici Cosentini Opusculum de motibus corporum coelestium iuxta principia peripatetica, sine eccentricis & epicyclis, denuo aeditum. Additis nonnullis quae rem locupletiorem facilioremque reddunt.

Soggetto

Astronomia

Descrizione

Il breve compendio, edito per la prima volta a Venezia nel 1536, e poi a Parigi nel 1549, si propone di spiegare i moti degli astri riproponendo il principio delle sfere omocentriche (modello di universo diviso in sfere aventi un unico centro di rotazione) e respingendo la teoria degli epicicli, sostenuta da Tolomeo. Il De motibus fu, infatti, la prima operetta a mettere in discussione il modello tolemaico e si concludeva anticipando, per sommi capi, alcuni dati oggetto di una futura pubblicazione che promettevano di essere assolutamente rivoluzionari. Da questa considerazione gli studiosi tendono a pensare che la prematura morte per assassinio di Amico fosse stata provocata dall'invidia per la sua dottrina. Le osservazioni di Amico furono anche una delle fonti per il lavoro di Niccolò Copernico. L’opera contribuisce alla tradizione dell’astronomia omocentrica che fiorisce intorno all’università di Padova nel XVI secolo, e alla quale danno contributi decisivi Alessandro Achillini e Girolamo Fracastoro.
Nei primi libri Amico passa in rassegna i sistemi degli astronomi antichi Eudosso di Cnico e Callippo, a cui segue l’analisi della teoria omocentrica di Aristotele. Le fonti di Amico sono le opere di Aristotele e il commento di Simplicio al De Coelo. Prima di illustrare il suo sistema omocentrico, Amico si sofferma sulla confutazione degli eccentrici e degli epicicli di Tolomeo, per poi fornire alcuni assunti preliminari allo sviluppo di una nuova versione dei sistema omocentrico. La costruzione astronomica di Amico è saldamente basata sulla struttura fisica del cosmo aristotelico.

Iniziali xil. ornate. - Le carte non sono numerate, è presente la fascicolazione.
Legatura in cartone con dorso e metà piatti in pelle bordò. - Sul contropiatto ant. antica segnatura benedettina: P.S.VIII.D. - Sul r della c. di guardia la collocazione: Op.Cinq.C.5.8. (già 1.57.247.). - Timbro circolare blu: Biblioteca Comunale Catania sul front. - Timbro circolare viola: Biblioteca Civica e A. Ursino Recupero sul front. e sul r dell’ultima c.

Autore

Amico, Giovan Battista

Fonte

Op.Cinq.C.5.8.
già 1.57.247.

Editore

Bindoni, Agostino

Data

1537

Gestione dei diritti

Biblioteche Riunite Civica e A. Ursino Recupero, Comune di Catania, Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali, CNR, Catania

Relazione

FONDO BENEDETTINO_NATURALIA_0060

Formato

[28] c.: ill.; 4°

Lingua

Latino

Tipo

Testo

Copertura

Venezia, Italia, Cinquecento

Collezione